giovedì 22 gennaio 2009

Bolivia, referendum: la nuova Carta tra tensioni e speranze

di Matteo Tagliapietra

A più di un anno dalla contestata approvazione da parte dell’Assemblea costituente, per la nuova Magna Carta boliviana arriva il momento decisivo. Domenica infatti il testo costituzionale sarà sottoposto al vaglio dei cittadini del paese andino. La Bolivia vive per questo un clima di fortissima tensione, frutto di un anno segnato dalla violenza e dalla contrapposizione sempre più forte tra il governo del presidente Evo Morales, che oggi celebra il suo terzo anno come capo di Stato, e l’opposizione parlamentare e locale. Negli ultimi giorni alla violenza dei proclami, lanciati nel corso delle manifestazioni organizzate dai due fronti elettorali, si sono accompagnati scontri fisici tra i sostenitori del presidente e dell’opposizione. Morales, nel corso di un discorso nella città di Santa Cruz, cuore dell’opposizione autonomista al suo governo, è tornato a chiedere al cardinale Julio Terrazas, vicino al fronte del “no”, di ammettere il ruolo svolto dalla Chiesa nella stesura del testo costituzionale.

Secondo quanto riferito dal suo vice, Alvaro Garcia Linera, la Chiesa avrebbe infatti lavorato fianco a fianco con il governo nella redazione degli articoli relativi alla religione e all’educazione. Il capo di Stato ha invitato i ministri di tutti i culti cristiani a “lavorare per i poveri” sottolineando come la nuova Costituzione “garantisce la libertà religiosa”. Dura la risposta arrivata dal governatore di Santa Cruz Ruben Costas, uno dei leader degli autonomisti, che ha chiamato i boliviani a “difendere la religione cattolica” contro la riforma “indigena” promossa da Morales e dal suo partito, il Mas. Nelle scorse settimane il ruolo delle istituzioni religiose era stato al centro di un dibattito dai toni molto accesi, per la presenza del cardinale a una messa organizzata dal fronte del no, per alcune pubblicità dai toni forti su radio e cartelloni (“Scegli Dio vota per il no” ripeteva uno slogan radiofonico”), ma soprattutto per un documento della Conferenza episcopale nel quale si analizzavano pro e contro del nuovo testo costituzionale.

Oggi sarà la giornata di chiusura della campagna referendaria: Morales parlerà nel corso di una manifestazione organizzata a Cochabamba nel pomeriggio, mentre l’atto conclusivo della campagna per il “no” si terrà a Santa Cruz. Sono forti i dubbi, tuttavia, sull’effettiva conoscenza del quesito referendario da parte dei cittadini: secondo alcuni sondaggi apparsi sui media boliviani meno del trenta per cento dei cittadini sarebbe a conoscenza dei contenuti del nuovo testo costituzionale, rendendo determinante la presa di posizione dei propri referenti politici e sociali a discapito del voto consapevole. Un fattore sul quale giocano molti entrambi i fronti che hanno basato la propria campagna sulla polarizzazione dello scontro e sulla identificazione degli elettori in una serie di valori di riferimento.

da www.ilvelino.it

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