
di Matteo Tagliapietra
L’arrivo alla Casa Bianca del nuovo presidente Barack Obama non sembra destinato a cambiare le relazioni tra Usa e Venezuela. Nel corso di un’intervista all’emittente di lingua spagnola Univision Obama ha infatti contestato al leader venezuelano Hugo Chávez di essere un “ostacolo” per lo sviluppo dell’America Latina ed espresso preoccupazione per il sostegno offerto da Caracas ai guerriglieri colombiani delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia). Un attacco mal digerito dal leader venezuelano che ha subito risposto, denunciando li timore che Obama possa essere “una delusione per il suo popolo e per il mondo”. Chávez contesta il fatto che il nuovo presidente Usa lo consideri un ostacolo perché “quando dice questo sta sostenendo che bisogna togliermi di mezzo”. “Signor Obama - ha aggiunto - è già un bel po’ di tempo che non siamo più una colonia”.
Il realtà presidente eletto degli Usa ha poi aggiunto che il Venezuela è un paese di importanza cruciale nel commercio della regione, un importante produttore di petrolio, e ha ribadito la volontà statunitense di migliorare le relazioni tra i due Paesi. Il neo presidente ha poi parlato dei rapporti con Cuba, sottolineando come gli Stati Uniti siano pronti a riaprire un dialogo con l’Avana, se l’isola lavorerà allo sviluppo delle libertà personali dei suoi cittadini, a ridurre le restrizioni sui viaggi e le rimesse tra i due Paesi, ma non a sospendere l’embargo. Nella prima intervista in cui ha affrontato la questione relativa alle relazioni con l’America Latina, Obama ha colto l’occasione per esprimere il proprio apprezzamento per il capo di Stato messicano Felipe Calderón per aver affrontato il problema del narcotraffico in una maniera che “non ha precedenti” rischiano in prima persona e sottolineando come abbia “bisogno del nostro appoggio”.
Obama ha poi parlato del Vertice delle Americhe organizzato dall’Osa (Organizzazione degli stati americani) previsto per il prossimo aprile a Trinidad e Tobago. Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha detto anticipato la parte della sua posizione sostenendo che la responsabilità degli Usa “non è quella di decidere le politiche degli altri paesi ma trovare la maniera di cooperare nel raggiungimento di interessi reciproci”.
da www.ilvelino.it

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