“I soccorritori non hanno ricevuto nessuna autorizzazione ad abbandonare Federico Campanini sul ghiacciaio dei Polacchi, presso la vetta dell'Aconcagua”. Lo ha spiegato il procuratore della Provincia di Mendoza Luis Correa Llano che si sta occupando dell'indagine relativa alla morte della guida andina che ha perso la vita mentre accompagnava sulla vetta della montagna argentina una spedizione composta da scalatori italiani. Il procuratore ha spiegato al quotidiano argentino Los Andes che la decisione di abbandonare il ferito da parte dei soccorritori spettava solo al responsabile del gruppo che si trovava sul posto. In questa maniera Llano scarica quindi da ogni responsabilità il giudice Claudia Rios Ortiz, interpellata telefonicamente dai soccorritori per chiedere l'autorizzazione a rientrare alla base, come dimostra un video anonimo reso pubblico la scorsa settimana dall'avvocato dei familiari di Campanini. Secondo il procuratore il drammatico video, in cui Campanini, agonizzante, viene trascinato con una corda e prova gattonando a proseguire il cammino verso il campo base e viene poi abbandonato nel mezzo di una tormenta, “non permette di ricostruire la responsabilità di chi è intervenuto, né l'ora esatta del decesso”.
Llano, che ieri ha parlato con il medico che faceva parte della spedizione di soccorso, chiarisce quindi che il solo video non permette di chiarire la vicenda, che rimane “estremamente complicata”, e che al momento “non ci sono imputati” né prove sufficienti per stabilire se vi sia stato abbandono di persona. L'autopsia ha stabilito che la morte è avvenuta a causa di un edema polmonare, ma non ha potuto definire con certezza l'ora del decesso. Ieri è stata anche la giornata di Armando Parraga, capo della pattuglia di soccorso dell'Aconcagua, sospeso e messo in pensione dal governo di Mendoza nonostante non fosse al lavoro in occasione dell'operazione di salvataggio. “Doveva cadere una testa ed è stata la mia” ha spiegato, aggiungendo che, nonostante fosse in quei giorni in vacanza, aveva impartito un ordine ben preciso: “Che muoia un ufficiale piuttosto che la guida”. “Dissi loro di non abbandonarlo e così fu. Campanini è morto l'8 di gennaio alle 18.40 e io ricevetti la comunicazione dai soccorritori che erano sulla montagna. Al rientro gli uomini erano congelati e molto tristi perché la guida era morta tra le loro braccia, ma di questo nessuno parla”.
da www.ilvelino.it

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