mercoledì 25 febbraio 2009

Argentina, la Corte Suprema boccia la legge sulle intercettazioni

La Corte suprema argentina ha stabilito ieri l'incostituzionalità della cosiddetta “legge spia”, un provvedimento che obbligava le compagnie telefoniche a conservare per dieci anni il registro delle comunicazioni e del traffico internet. Un registro di cui avrebbe potuto disporre lil potere giudiziario nelle sue indagini. La legge era stata approvata nel 2003 sotto il governo del presidente Nestor Kirchner ma era stata sospesa nel 2005. Ciononostante lo Stato ha continuato a presentare ricorso alle sentenze che contrastavano con questa norma. La massima corte ha stabilito il valore collettivo della sentenza, frutto della causa promossa dall'avvocato Ernesto Halab. Secondo quanto riportato dal quotidiano Clarin la sentenza dichiara l'incostituzionalità della legge e del decreto che la regola in quanto “autorizzano l'intervento sulle comunicazioni telefoniche e internet senza che la legge determini 'in che casi e con che giustificazioni' si può mettere in atto” stabilendo che violavano il diritto alla privacy dell'avvocato come consumatore e il diritto alla confidenzialità che deriva dal suo ruolo di avvocato. La legge obbligava le aziende a “disporre risorse umane e tecnologiche per intercettare e deviare le comunicazioni in modo che il servizio fosse disponibile in qualsiasi momento”. (mat)

da www.ilvelino.it

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