di Matteo Tagliapietra
Il primo incontro di Alan Jara, ex governatore della regione di Meta, e dell’ex deputato Sigifirdo López, con la senatrice colombiana Piedad Cordoba e con gli esponenti della Croce rossa internazionale (Cicr). Sono queste alcune delle immagini inedite che l’emittente latinoamericana Telesur ha trasmesso ieri un documentario che racconta la liberazione degli ultimi ostaggi in mano alle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia). Il video di quattro minuti, già reperibile su youtube, riassume un’ora di testimonianze e di immagini che getteranno nuova luce sull’episodio e apriranno nuove polemiche. Le sequenze permettono di vedere Cordoba, principale mediatrice dell’operazione, e gli ex detenuti, abbracciarsi e conversare in mezzo ai prati, con guerriglieri sorridenti al loro fianco. Il documento è firmato dal giornalista colombiano Jorge Enrique Botero.
Botero era stato al centro di un caso politico per le polemiche dichiarazioni rilasciate dopo la liberazione dei primi quattro ostaggi, tre poliziotti e un militare. Il giornalista accusava il governo di aver rischiato di far saltare l’intera operazione consentendo la presenza nella zona della liberazione di velivoli militari. Le sue accuse avevano portato il capo di Stato Alvaro Uribe a chiederne l’esclusione dalla missione, alla quale Botero partecipava come membro della ‘associazione Colombianos por la paz guidata dalla senatrice Piedad Cordoba, principale mediatrice nella trattativa tra Farc e governo. Le pressioni della Croce rossa internazionale (Cicr) e l’ammissione da parte delle forze armate dell’effettiva presenza di velivoli militare nell’area, inizialmente smentita, ha portato poi il capo di Stato ha tornare sui suoi passi e a permettere all’associazione di continuare il suo lavoro al fianco della Cicr, “sbloccando” la liberazione dell’ex governatore del Meta Alan Jara e dell’ex deputato Sigfrido Lopez.
A testimonianza dei momenti di tensione che questo episodio aveva provocato, le immagini mostrano un guerrigliero che, rivolgendosi al responsabile della Cri Cristophe Beney, chiede di far chiamare Bogotà dalla senatrice Cordoba per avvertire che, a causa della voli militari nella zona, i prigionieri non sarebbero stati consegnati. Se però è possibile sentire il rumore di velivoli che sorvolano la zona in nessun momento i mezzi sono inquadrati dalla telecamera. Subito dopo il video mostra Beney mentre segnala ai guerriglieri che gli aerei sono stati fatti rientrare nelle basi e lo scambio riparte. Il documentario trasmesso ieri permette di ricostruire anche questo episodio ma, soprattutto, permette di scoprire il “dietro le quinte” dell’operazione, fin dalla partenza della missione, resa possibile dal supporto logistico dell’esercito brasiliano. Dai momenti di nervosismo e tensione che hanno preceduto la comunicazione delle coordinate per la prima consegna, passando per l’incontro con i guerriglieri, per arrivare all’abbraccio con gli ostaggi. Il filmato, della durata di un’ora, evidenzia però anche altri aspetti, come la presenza, in occasione della liberazione di Jara, di donne e bambini che accompagnano le decine di militanti delle Farc che custodiscono il prigioniero.
Nel documentario c’è spazio anche per un’intervista a uno dei membri del Segretariato dell’organizzazione, Ivan Marquez, che insiste sulla necessità di arrivare a uno scambio di prigionieri “per ragioni umanitarie” e fa riferimento a guerriglieri attualmente incarcerati che si troverebbero in condizioni fisiche molto difficili, “ci sono compagni che hanno perso piedi e gambe, altri con ferite alla colona vertebrale” spiega Marquez che poi ribadisce la fiducia di tutti i guerriglieri nella gestione del leader Alfonso Cano. Botero intervista anche una giovanissima guerrigliera, entrata nelle Farc quando aveva solo quattordici anni, che spiega le ragioni della sua scelta: “Non avevo soldi per sopravvivere, quindi ho dovuto scegliere questa strada”. La giovane, circondata da guerriglieri, donne e bambini, lancia poi un messaggio alla comunità internazionale, chiedendo di “lottare per la pace, per poter vivere, tutti insieme, in pace, senza rancore per fare della Colombia un paese differente”.
da www.ilvelino.it
qui il video completo del documentario andato in onda su Telesur:
http://www.telesurtv.net/noticias/afondo/especiales/entrevista_botero/player.php

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