martedì 3 febbraio 2009

Colombia, le farc non interessano più

in questo blog, come nel nostro sito, raramente c'è stato spazio per commenti personali. C'è sempre stata una istintiva divisione tra il "diario di viaggio" e l'aspetto giornalistico. Oggi però è difficile trattenersi davanti alla totale indifferenza con cui i media italiani hanno accolto la notizia della liberazione di quattro ostaggi da anni nelle mani dei guerriglieri colombiani delle Farc. Nessuno vuole mettere in dubbio che il peso mediatico di Ingrid betancourt fosse ben diverso di quello di tre poliziotti e un militare, ma che i telegiornali italiani abbiano praticamente ignorato la notizia, così come il sito del Corriere della sera (la Repubblica gli ha dedicato dieci righe incollate da un'agenzia) lo trovo veramente assurdo. Dove sono finiti tutti i fini conoscitori delle vicende colombiane, gli analisti che hanno scritto pagine e pagine sul triste destino della Betancourt, che hanno celebrato la sua libertà, salvo poi accorgersi che qualche ombra sull'immagine dell'ex candidata alla presidenza cominciava ad intravedersi e decidere che era meglio lasciar perdere. Per esperienza professionale mi sono reso conto, nell'ultimo anno e mezzo, che in Italia l'America Latina è un contenitore abbastaza indefinito in cui si fondono senza nessuna distinzione le spiagge del Brasile, il tango, gli Inti Illimani e Fidel Castro. Ma questo non credo giustifichi l'atteggiamento che i mezzi d'informazione dimostrano nei confronti delle realtà politiche e degli avvenimenti che segnano il subcontinente: se le sparate di Chavez conquistano ampi spazi, così come le foto di Fidel con Cristina, il resto non esiste.
Perché?

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