I guerriglieri colombiani delle Farc (Forze armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno rilasciato ieri quattro ostaggi nel corso di un'operazione condotta dalla Croce rossa internazionale, con l'appoggio logistico delle forze armate brasiliane, e la mediazione di un gruppo di rappresentanti dei Colombiani per la Pace guidati dalla senatrice Piedad Cordoba. Si tratta di tre poliziotti e un soldato (Walter Lozano, Juan Galicia, Alexis Torres e William Dominguez) che fanno parte del gruppo di sei prigionieri dei quali la guerriglia aveva annunciato la liberazione. I quattro prigionieri sono stati consegnati alla Cri nella giungla della regione del Meta, nel sud del Paese, e sono stati poi trasportati nel capoluogo Villavicencio. Gli altri due ostaggi, l'ex governatore della provincia di Meta Alan Jara e l'ex deputato Sigfrido Lopez dovrebbero invece essere rilasciati oggi.
L'operazione di riscatto dei quattro uomini non è stata immune da polemiche, a causa delle accuse lanciate attraverso il canale televisivo venezuelanoTelesur dal giornalista Jorge Enrique Botero, membro della commissione di Colombianos por la paz, che ha parlato di ritardi nella consegna dei prigionieri per la presenza di aerei militari in volo nella zona in cui sarebbe dovuta avvenire la liberazione. Affermazioni che hanno provocato una dura reazione da parte del governo di Bogotà: l'Alto commissario per la Pace Luis Carlos Restrepo si è detto “dispiaciuto per il fatto che i mezzi di comunicazione diffondano dichiarazioni senza fondamento”, mentre alcune ore più tardi, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte gli ostaggi liberati, il capo dello Stato Alvaro Uribe ha annunciato l'esclusione di Colombianos por la paz dalle fasi successive dell'operazione. Botero, in una successiva intervista aveva confermato di poter fornire prove audio e video della presenza di aerei militari e in un'intervista trasmessa sempre da Telesur uno dei comandanti delle Farc, Jairo Martinez, aveva raccontato di scontri tra guerriglia ed esercito, durante i quali avrebbe perso la vita un guerrigliero mentre un altro sarebbe finito nelle mani dell'esercito”.
Affermazioni duramente smentite da Uribe che, pur ammettendo la presenza di velivoli dell'Areonautica, ha ribadito: “Non ci sono state operazioni militari offensive, dato che il governo ha fatto di tutto per facilitare il processo di liberazione, ma le concessioni fatte sono state utilizzate questa notte dalla guerriglia che ha fatto esplodere un'autobomba a Cali, che si aggiunge a quelle di Neiva e Bogotà. Non possiamo permettere che il terrorismo continui a fare festa”. Il presidente ha poi aggiunto che da questo momento il governo avrebbe autorizzato solo la Croce rossa internazionale a proseguire con la missione umanitaria”. La liberazione di Jara e Lopez dovrebbe avvenire tra oggi e mercoledì, ma si teme che le polemiche scoppiate ieri e l'esclusione della Cordoba dalle trattative possano rallentare, se non bloccare del tutto, l'operazione di rilascio.
da www.ilvelino.it

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