Ripartirà questa mattina la missione umanitaria che ha portato domenica alla liberazione di quattro ostaggi dei guerriglieri colombiani delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia). Dopo i tre poliziotti e il militare rilasciati ieri oggi dovrebbe essere la volta di uno dei due ostaggi “politici” inclusi nell’accordo di liberazione unilaterale: l’ex governatore della regione di Meta Alan Jara, ostaggio della guerriglia dal giugno del 2001. La prima giornata conclusa con le accuse mosse dai rappresentanti dell’associazione Colombianos por la paz, mediatori e garanti dell’operazione agli occhi delle Farc, al governo del presidente Alvaro Uribe. A scatenare lo scontro erano state le dichiarazioni del giornalista Jorge Enrique Botero, membro dell’associazione e presente sugli elicotteri brasiliani utilizzati dalla Croce rossa internazionale nell’operazione, che aveva denunciato la presenza di aerei militari nelle aree in cui sarebbe dovuto avvenire la consegna dei prigionieri.
Inoltre il giornalista aveva permesso a un guerrigliero di intervenire sull’emittente Telesur per affermare che l’esercito aveva ucciso uno dei carcerieri dei quattro ostaggi e ne aveva fatto prigioniero un altro nel corso di uno scontro armato. Affermazioni mal digerite dal capo di Stato che aveva definito l’atteggiamento di Colombianos por la paz di “incitamento e stimolo per il gruppo dei sequestratori”. Una decisione poi rientrata nella giornata di ieri e che permette alla senatrice Piedad Cordoba, principale mediatrice tra le due parti, di rientrare in gioco. Un nuovo comunicato del governo ha poi annunciato l’intenzione di sospendere qualsiasi volo delle forze aeree nella zona in cui dovrebbe avvenire oggi la consegna dell’ex governatore. Se non ci saranno altre difficoltà o ritardi il ritorno in libertà di Sigifredo Lopez, ex consigliere della provincia di Valle, è previsto invece per la giornata di giovedì.
da www.ilvelino.it

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