lunedì 9 febbraio 2009

Colombia, ostaggi Farc: libero anche l'ex deputato

di Matteo Tagliapietra

Con la liberazione dell’ex deputato Sigfrido Lopez si è conclusa, in Colombia, l’operazione organizzata dalla Croce rossa internazionale volta a permettere la liberazione unilaterale di sei prigionieri da anni nelle mani dei guerriglieri delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia). “La mia sofferenza non è nulla in confronto al massacro” ha detto Lopez parlando degli altri undici deputati sequestrati assieme a lui nel 2002 e tutti morti nel 2007 in un’azione della guerriglia di cui non si conoscono ancora i dettagli. Lopez è stato consegnato alla Cri e alla senatrice Piedad Cordoba, che ha svolto il ruolo di principale mediatrice in tutta la vicenda, nella zona di Cauca e poi trasferito a bordo di un elicottero dell’esercito brasiliano a Cali. A ricevere il prigioniero all’aeroporto, oltre alla sua famiglia, c’era il ministro dell’interno Fabio Valencia Cossio che rappresentava il governo in sostituzione dell’Alto commissario per la pace Luis Carlos Restrepo, che ha lasciato nei giorni scorsi l’incarico dopo alcune incomprensioni con il capo di Stato Alvaro Uribe. L’ex deputato della regione Valle del Cauca era l’ultimo ostaggio politico nelle mani della guerriglia ma nella selva restano oltre venti poliziotti e militari, alcuni dei quali prigionieri da oltre dieci anni.

Lopez è considerato un testimone chiave per permettere la ricostruzione del massacro di undici suoi colleghi, uccisi nel 2007. Per due anni Farc e governo si sono rimpallati la responsabilità dell’accaduto, ma ieri l’ex deputato nel parlare con la stampa è stato categorico: “I colombiani lo sanno già da tempo: la responsabilità di quanto accaduto è delle Farc”. Lopez era l’ultimo prigioniero “politico” ancora in mano alla guerriglia. Per anni le Farc avevano usato lo strumento degli ostaggi istituzionali come contropartita per la liberazione dei guerriglieri arrestati. Una trattative per cui i ribelli hanno ancora 22 uomini di esercito e polizia. Il governo di Bogotà ha più volte detto che la liberazione dei guerriglieri in carcere potrà avvenire solo se questi decideranno, e dimostreranno, di abbandonare le armi.

da www.ilvelino.it

Nessun commento:

Posta un commento