domenica 1 febbraio 2009

Viaggi/La Paz: la capitale del caos

Siamo arrivati in questo delirio infernale dopo una notte allucinante, passata su un autobus nella terribile rotta Uyuni-La Paz. Dieci ore di buche, scossoni, discese improvvise e ripidissime e frenate che fanno salire lo stomaco in gola. Tutto nel buio più assoluto e l'impressione di avere il cervello nel frullatore. L'impatto con la città è forte: si arriva infatti dalla cima di un'immensa conca, dove cresce senza sosta il sobborgo di “El Alto” la parte più povera e violenta della semi-capitale, roccaforte del presidente “cocalero” Evo Morales, e si comincia la discesa di quelli che sembrano veri e propri gironi infernali.





Man mano che ci sia avvicina alla base, il centro storico, cambiano i colori, il livello di “manutenzione” degli edifici e aumenta esponenzialmente il rumore. La zona che gravita intorno all'arteria principale della città è una sorta di mercato permanente, attivo praticamente 24 ore su 24, dove è possibile comprare e vendere qualsiasi cosa. Una realtà che stuzzica la curiosità ma al tempo stesso, dopo qualche ora manda fuori di testa.





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