mercoledì 4 marzo 2009

Argentina, Cristina apre la strada per l’accordo con agricoltori

Con l’arrivo inatteso del capo di Stato Cristina Fernández Kirchner, governo argentino e agricoltori hanno chiuso ieri sera un accordo che sembra portare alla soluzione di un conflitto che spacca il Paese da un anno. Quello di ieri era il secondo incontro tra le due parti dopo che il settore aveva deciso di tornare a scioperare contro le politiche della Casa Rosada, dando vita a un nuovo braccio di ferro dopo quello che lo scorso anno aveva paralizzato il Paese per quattro mesi. L’intesa riguarda alcuni prodotti chiave per il settore, come carne, latte e mais, ma anche la prospettiva di interventi di Buenos Aires a sostegno delle economie regionali e, soprattutto, prende in considerazione per la prima volta la possibilità di ridurre le tasse sull’esportazione di alcuni prodotti, anche se rimane escluso il principale prodotto destinato al mercato estero: la soia. A rappresentare il governo, oltre al capo di Stato, sono stati il ministro per la Produzione Debora Giorgi il suo collega agli Interni Florencio Randazzo e il segretario all’Agricoltura Carlos Cheppi, mentre per la controparte erano presenti i dirigenti delle maggiori organizzazioni: la Società Rurale, la Federazione Agraria, la Confederazione rurale argentina e Coniagro.

Sembra da escludere, per il momento, la possibilità, ventilata dia media argentini, che il governo intervenga con una nazionalizzazione del commercio delle granaglie, ipotesi che aveva provocato una durissima reazione da parte degli agricoltori, non del tutto respinta però da Randazzo che da una parte ha sostenuto: “la proposta è stata avanzata dai media e non dal governo”, ma dall’altra ha precisato che nel caso in cui l’ipotesi venga presa in considerazione, dovrà passare al vaglio del Parlamento. Nello specifico l’accordo si basa sull’aumento della redditività per i produttori, sull’apertura delle esportazioni per il grano e per alcuni tagli di carne, l’eliminazione delle imposte sull’esportazione dei derivati del latte e l’erogazione di compensazioni e contributi.

Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del governo, che hanno sottolineato l’importanza della presenza, per la prima volta dal giugno del 2008, del capo di Stato, mentre gli agricoltori, pur evidenziando la positività dell’intesa, hanno detto di voler essere cauti nel manifestare la loro soddisfazione, dato che, ha sostenuto il leader della Confederazione Rurale Mario Llambias, in passato tanti annunci non si sono poi concretizzati in misure pratiche. Più pessimista è sembrato il rappresentante della Federazione Agraria Eduardo Buzzi: “Quattro anni di allontanamento e contrapposizione non si risolvono in una riunione. Non condivido la convinzione espressa da Randazzo e Giorgi, che ritengono superato il conflitto”. (mat)

da ww.ilvelino.it

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