Sembra da escludere, per il momento, la possibilità, ventilata dia media argentini, che il governo intervenga con una nazionalizzazione del commercio delle granaglie, ipotesi che aveva provocato una durissima reazione da parte degli agricoltori, non del tutto respinta però da Randazzo che da una parte ha sostenuto: “la proposta è stata avanzata dai media e non dal governo”, ma dall’altra ha precisato che nel caso in cui l’ipotesi venga presa in considerazione, dovrà passare al vaglio del Parlamento. Nello specifico l’accordo si basa sull’aumento della redditività per i produttori, sull’apertura delle esportazioni per il grano e per alcuni tagli di carne, l’eliminazione delle imposte sull’esportazione dei derivati del latte e l’erogazione di compensazioni e contributi.
Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del governo, che hanno sottolineato l’importanza della presenza, per la prima volta dal giugno del 2008, del capo di Stato, mentre gli agricoltori, pur evidenziando la positività dell’intesa, hanno detto di voler essere cauti nel manifestare la loro soddisfazione, dato che, ha sostenuto il leader della Confederazione Rurale Mario Llambias, in passato tanti annunci non si sono poi concretizzati in misure pratiche. Più pessimista è sembrato il rappresentante della Federazione Agraria Eduardo Buzzi: “Quattro anni di allontanamento e contrapposizione non si risolvono in una riunione. Non condivido la convinzione espressa da Randazzo e Giorgi, che ritengono superato il conflitto”. (mat)
da www.ilvelino.it

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