venerdì 27 marzo 2009

Argentina, Cristina vince anche al Senato: al voto il 28 giugno

Con una maggioranza più ampia del previsto, 42 voti contro 26, il Senato argentino ha dato il via libera alle elezioni anticipate. La proposta, presentata dal capo di Stato Cristina Fernandez Kirchner, porterà il paese alle urne il prossimo 28 giugno invece che nella quarta domenica di ottobre, come previsto inizialmente. Un successo della “presidenta” che in meno di due settimane, da quando ha lanciato la proposta, è riuscita non solo a ottenere il via libera da entrambe le Camere, ma anche di dimostrare che la maggioranza che la sostiene rimane solida: la legge è passata infatti con il voto di tre senatori in più rispetto ai 39 di cui si compone la coalizione che appoggia il governo. La scelta di anticipare il voto era stata presentata come necessaria per impedire al paese, esposto come tutti agli effetti della crisi finanziaria internazionale, di allungare i tempi della polemica politica perdendo energie nella campagna elettorale. Le opposizioni avevano contestato l'annuncio denunciando la preoccupazione del governo di arrestare una popolarità segnalata in calo.

La decisione presa dal Senato apre ora, all’interno di maggioranza e opposizione, una fase di confronto dai tempi serrati, dato che avranno a disposizione poco più di un mese per raggiungere intese elettorali efficaci e presentare le proprie liste. Una mossa rischiosa, quella della Kirchner, che trasforma il voto in una sorta di plebiscito sulla sua azione politica e su quella del suo governo, ma che le consente di accorciare i tempi riducendo l’effetto elettorale della crisi finanziaria mondiale. L’attenzione del mondo politico si concentra ora sull’area chiave per il successo nel voto di giugno: Buenos Aires. L’area urbana della capitale raccoglie un larga fetta dell’elettorato di tutto il Paese e sarà quindi l’epicentro dello scontro. Qui la coalizione che sostiene il capo di Stato dovrebbe mettere in gioco l’ex presidente, oggi leader del partito giustizialista, Nestor Kirchner, mentre tra le fila dell’opposizione continuano le trattative tra i radicali dell’Ucr, la Coalicion Civica di Elisa Carrió e il Pro del sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri. I cittadini argentini avranno la possibilità di rinnovare una parte delle Camere eleggendo 127 deputati e 24 senatori. (mat)

da www.ilvelino.it

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