lunedì 30 marzo 2009

Argentina-Gb, Brown: Sovranità su Falkland non è in discussione

La Gran Bretagna non ha intenzione di rimettere in discussione la sovranità delle isole Falkland-Malvinas davanti alle richieste argentine, per lo meno “fino a quando non lo chiederanno gli abitanti dell’isola”. Questa la posizione di Londra, espressa dal primo ministro Gordon Brown al capo di Stato argentino Cristina Fernandez Kirchner, nel corso della riunione che li ha visti protagonisti nel fine settimana in Cile, in occasione del Vertice del leader progressisti di Viña del Mar. La “presidenta” argentina, ha segnalato il ministro degli Esteri di Buenos Aires Jorge Taiana, ha “ribadito con chiarezza e fermezza la necessità che la Gran Bretagna compia quanto richiesto dall’Onu e apra un negoziato che risolva il conflitto relativo alla sovranità sull’arcipelago”. Taiana ha poi aggiunto che la Kirchner ha definito “un’arcaica comunità coloniale” la presenza britannica nell’arcipelago del Pacifico, mentre Brown, secondo quanto ha scritto il Times ha sostenuto che in merito alle Falkland “non c’è nulla da discutere”.

La “presidenta” sarebbe poi tornata sull’argomento nel corso del vertice, ironizzando sul fatto come “quando i potenti non rispettano le decisioni delle Nazioni Unite non succede nulla”. Altro motivo di contrasto è stata la richiesta di Buenos Aires di ottenere che i familiari dei morti argentini nella guerra del 1982 siano autorizzati a visitare il cimitero di Darwin per inaugurare un monumento ai caduti. Una richiesta a cui Londra ha risposto insistendo con l’Argentina perché consenta ai voli diretti alle isole, provenienti dal Cile, di sorvolare il proprio territorio, cosa attualmente proibita da Buenos Aires. La questione Falkland-Malvinas ha comunque occupato una parte della lunga riunione, nel corso della quale i due leader si sono concentrati sulla ricerca di posizioni comuni in vista del vertice del G20 che inizierà questa settimana a Londra. Tra i due governi sembra esserci intesa sulla necessità di rafforzare il commercio mondiale attraverso la concessione di finanziamenti, la riforma degli organismi di credito internazionali e un maggiore presenza dello Stato nei mercati. (mat)

da www.ilvelino.it

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