lunedì 9 marzo 2009

Argentina, sequestro lampo per segretario ex giudice causa Amia

Il segretario del giudice argentino Juan José Galeano, ex titolare del processo per l'attentato alla Asociación Mutual Israelita Argentina (Amia) di Buenos Aires, ha denunciato di essere stato sequestrato, torturato e minacciato da tre uomini la notte tra venerdì e sabato. L'avvocato Claudio Lifschitz, che aveva denunciato il giudice e l'allora presidente Carlos Menem per una serie di irregolarità commesse nel corso dell'inchiesta sull'attentato contro la sede dell'organizzazione ebraica, ha raccontato di essere stato picchiato, insultato con frasi razziste e ha mostrato le ferite da arma da taglio con le quali i suoi aguzzini gli hanno inciso sulla carne la parola “Amia” e gli hanno marchiato su un braccio un numero che corrisponde a quello che identifica la causa Amia. Le accuse di Lifschitz erano basate sulla convinzione che i servizi segreti Side avessero avuto informazioni in grado di prevenire l'attentato del 1994, costato la vita a 85 persone, ma che, come ha dichiarato ieri al quotidiano Clarin “non abbiano fatto nulla per evitarlo né abbiano poi fornito elementi utili all'indagine”.

Venerdì notte, Juan José Galeano ha raccontato che mentre stava tornando a casa a bordo della sua auto è stato bloccato da tre uomini con il volto coperto da un passamontagna che lo avrebbero sequestrato sottoponendolo a un lungo interrogatorio, per poi abbandonarlo in un terreno nei pressi della scuola di polizia Ramon Falcon. Proprio oggi l'ex presidente Menem dovrà comparire davanti al tribunale federale di Buenos Aires come imputato con l'accusa di aver intralciato le indagini sull'attentato. (mat)

da www.ilvelino.it

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