La tensione torna ai massimi livelli in Argentina dopo che, sabato, i produttori agricoli hanno deciso di proclamare lo sciopero generale per una settimana, fermando la commercializzazione di granaglie e carne e dando vita ad almeno una cinquantina di blocchi stradali in tutto il Paese. Una nuova sfida lanciata alla “presidenta” Cristina Fernandez Kirchner, con la quale sono impegnati in un braccio di ferro che dura da oltre un anno. Oggetto del contendere è soprattutto il livello delle imposte sull’esportazione di alcuni prodotti agricoli e in particolare sulla soia, che occupa circa il 50 per cento dei terreni coltivati. Da un mese le due parti erano tornate a confrontarsi e Buenos Aires aveva fatto alcune concessioni, rifiutandosi però di intervenire sulla soia: una presa di posizione che ha portato gli agricoltori a cercare, con il sostegno dell’opposizione, di proporre il tema in Parlamento. La bocciatura dell’iniziativa legislativa, la maggioranza ha fatto mancare il quorum, ha quindi spinto i produttori ha scegliere la strada dello sciopero e, soprattutto, dei blocchi stradali che già lo scorso anno avevano paralizzato il paese per quattro mesi.
I rallentamenti del traffico sono stati fortissimi in diverse regioni, dove i produttori hanno alternato il blocco completo della circolazione a controlli sul carico di tutti i mezzi pesanti. Una scelta che ha provocato, come già accaduto in passato, la dura reazione dei camionisti, facendo crescere in maniera esponenziale la tensione tra le due categorie. I trasportatori hanno infatti dato vita a un’iniziativa analoga in diverse zone, bloccando l’accesso ai centri urbani per impedire il passaggio ai mezzi degli agricoltori che portavano il raccolto agli stabilimenti di lavorazione. I produttori però sembrano decisi a continuare sulla linea dura, come dimostra il rifiuto di rimuovere un blocco stradale al confine tra le province del Chaco e di Santa Fe, nonostante l’ordinanza arrivata da un giudice federale. I rappresentanti del settore, specificando che i blocchi stradali non impediscono il passaggio di auto e pullman, hanno anche denunciato l’intervento delle forze dell’ordine segnalando il pericolo che azioni di questo tipo possano portare a reazioni violente da parte degli scioperanti. (mat)
da www.ilvelino.it
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