martedì 10 marzo 2009

Bolivia, nuova espulsione per un diplomatico Usa

Dopo l’espulsione dell’ambasciatore Usa a La Paz Philip Goldberg, le accuse mosse alla Cia e la sospensione della collaborazione con la Dea e con l’Usaid, il capo di Stato boliviano Evo Morales ha dato vita, ieri, a un nuovo atto della sua guerra alle azioni di “spionaggio” statunitense nel paese. Il presidente ha infatti annunciato l’intenzione di espellere il secondo segretario dell’ambasciata Usa nella capitale boliviana, Francisco Martínez. L’accusa mossa nei confronti del diplomatico americano è quella di aver “tramato” ai danni del governo del paese andino, incontrandosi con i leader dell’opposizione. La notizia è stata data dal leader boliviano nel corso della conferenza stampa seguita all’investitura del nuovo comandante della polizia, Victor Hugo Escobar. Washington ha definito la decisione “arbitraria e ingiustificata” e la portavoce per l’America Latina del Dipartimento di Stato Usa, Heide Bornke-Fulton, in un comunicato ufficiale, ha evidenziato come l’atteggiamento di Morales sia “incoerente con le recenti dichiarazioni del governo boliviano, che esprimevano la volontà di migliorare le relazioni bilaterali”.

Il ministro degli Esteri del paese sudamericano David Choquehuanca ha poi confermato che il diplomatico avrà tempo fino a giovedì pomeriggio per lasciare la Bolivia e che a motivare la decisione di La Paz è stata la violazione, da parte di Martinez, della Convenzione di Vienna in merito alla “non ingerenza nelle questioni politiche interne” dei rappresentanti diplomatici stranieri. Il ministro ha quindi aggiunto che le buone relazioni con gli Stati Uniti devono essere basate sul “rispetto delle norme internazionali”, sottolineando che potrebbero esserci in futuro nuove espulsioni.(mat)

da www.ilvelino.it

Nessun commento:

Posta un commento