mercoledì 11 marzo 2009

Brasile-Uruguay, via il dollaro dagli scambi commerciali

Brasile e Uruguay elimineranno il dollaro come moneta di riferimento per il commercio bilaterale. La decisione è stata presa ieri, nel corso di un incontro a Brasilia, dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e dal suo collega uruguaiano Tabaré Vázquez. Promotore dell’iniziativa è il leader brasiliano che già aveva raggiunto un accordo analogo con l’Argentina e sta lavorando per allargare il progetto a tutta la regione. Il principale obiettivo della proposta è quello di eliminare i costi determinati dal cambio valutario e ridurre l’influenza del dollaro nel subcontinente. I due capi di Stato hanno anche raggiunto un accordo per evitare che misure protezionistiche possano rallentare lo scambio commerciale tra i due paesi, dopo che lo stesso governo brasiliano aveva tentato questa via ma era stato costretto a tornare sui suoi passi a causa delle fortissime proteste degli imprenditori dei paesi vicini.

Brasilia aveva introdotto nuove regole, secondo quanto ammesso dallo stesso capo di Stato, per limitare gli effetti della crisi che ha colpito il Brasile quanto e più degli altri paesi della regione. Il colosso latinoamericano infatti, secondo i dati resi noti dall’Istituto brasiliano di geografia e statistica, ha registrato una caduta della sua economia, nell’ultimo trimestre del 2008, del 3,6 per cento e, pur mantenendo una crescita annuale superiore al cinque per cento, ha dimostrato di non essere affatto immune alla crisi, come aveva sostenuto qualche mese fa Lula. Le previsioni per l’anno in corso, nonostante i fortissimi investimenti pubblici fatti dall’esecutivo attraverso l’azienda petrolifera nazionale, Petrobras, che superano i 140 miliardi di dollari da qui al 2013, e il finanziamento alle imprese sviluppato dalla Banca nazionale per lo sviluppo, sostenuto con oltre 42 miliardi di dollari, danno una crescita di poco superiore all’un per cento.

Un dato che ha spinto il governo a bloccare il 25 per cento delle spese, con tagli superiori ai 12 miliardi di euro che hanno colpito soprattutto i settori del turismo, dello sport, dell’ambiente e della cultura. Brasilia e Montevideo hanno fatto passi avanti anche nel settore dell’energia, attraverso un accordo di interconnessione e le basi per un’intesa relativa alla somministrazione di energia elettrica da parte del Brasile al paese vicino. Nell’incontro si è discusso anche della presenza di Petrobras in Uruguay e Lula ha promesso che l’impresa statale fisserà al più presto la data d’inizio dei sondaggi sulla piattaforma marittima uruguaiana alla ricerca di gas e petrolio.
da www.ilvelino.it

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