venerdì 6 marzo 2009

Colombia, sospesa pena per due leader Farc che collaborano

Il governo colombiano ha annunciato ieri la decisione di sospendere la detenzione di due guerriglieri delle Farc (Forza armate rivoluzionarie colombiane), nell'ambito della nuova politica governativa dei “gestori di pace”. A riacquistare la libertà sono Elda Neyis Mosquera García, conosciuta come “Karina” e Raul Agudelo Medina, “Olivo Saldaña”, che hanno espresso ufficialmente la loro volontà di collaborare con la giustizia, lavorare per la pace e rinunciare a qualsiasi attività illegale. La prima è considerata una delle guerrigliere più feroci dell'organizzazione, a capo del fronte 47 dell'organizzazione, e il secondo ha confessato di essere responsabile di otto omicidi e altrettanti sequestri. I due membri delle Farc rimarranno sotto la supervisione dell'Istituto nazionale penitenziario che ne garantirà la sicurezza ma che potrà decidere il loro rientro in carcere nel caso in cui non rispettino il loro impegno. “Saldana” nel corso della sua detenzione aveva lavorato al progetto “mani di pace” che riunisce 700 guerriglieri che hanno lasciato la lotta armata. L'esercito colombiano ha inoltre annunciato ieri che la scorsa settimana è stata uccisa “Mariana” l'unica donna a far parte dello stato maggiore della guerriglia e braccio destro del leader militare dell'organizzazione “Mono Jojoy”. La donna sarebbe morta in un combattimento con l'esercito lo scorso 27 febbraio. Tra le azioni di cui è considerata responsabile c'è l'assalto alla località El Billar, dove nel 1998 morirono ottanta soldati e oltre quaranta furono sequestrati. (mat)

da www.ilvelino.it

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