l presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha confermato ieri, nel corso di un’intervista televisiva, l’intenzione di mantenere la “dollarizzazione” dell’economia introdotta dal paese latinoamericano nel 2000. Il capo di Stato ha sostenuto che, nonostante la crisi finanziaria mondiale, la moneta di scambio nel paese rimarrà il dollaro statunitense e ha difeso le limitazioni imposte alle importazioni recentemente introdotte. La risalita della moneta statunitense sulle valute regionali ha portato l’Ecuador ha perdere, inevitabilmente, competitività e il crollo del prezzo del greggio ha complicato ancora di più le cose. Una situazione che alcuni studi internazionali segnalano come a forte rischio di collasso finanziario, se Quito non interverrà pesantemente sulla spesa pubblica, ipotesi che difficilmente Correa prenderà in considerazione a un mese dalle elezioni presidenziali anticipate. Il leader ecuadoriano ha poi sottolineato come il suo paese rinuncerebbe al dollaro solo per passare a una moneta “regionale” come l’euro che “potrebbe essere una soluzione a medio e lungo termine”. (mat)
da www.ilvelino.it
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