I cartelli della droga sono destinati a “fallire”, nonostante la “fame “insaziabile” di sostanze illegali dei cittadini statunitensi. Lo ha sostenuto ieri, poco dopo il suo arrivo a Città del Messico, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, nel corso di una conferenza stampa con il presidente messicano Felipe Calderón. La visita della Clinton nel paese vicino è la prima di una serie di missioni che prepareranno il terreno per l’arrivo, il prossimo 16 aprile, del capo di Stato Barack Obama. Nel corso dell’incontro con la stampa il segretario di Stato Usa ha ammesso la responsabilità degli Stati Uniti nel fomentare il traffico di stupefacenti con una fame “insaziabile” di droghe, ma ha ribadito che il suo Paese è pronto a lanciare una nuova e vasta offensiva che porterà i cartelli della droga al “fallimento”. Washington ha recentemente annunciato un nuovo piano d’intervento che prevede un fortissimo investimento economico e il sostegno alla guerra contro i “narcos” condotta dal governo di Calderón, che prevedere anche l’apertura di un ufficio per la collaborazione bilaterale in Messico e il finanziamento dell’acquisto di elicotteri BlackHawk.
La Clinton ha anche ammesso “l’incapacità” statunitense nel intervenire in maniera efficace contro il contrabbando di armi che dagli Usa raggiungono le organizzazioni criminali messicane, accettando così le accuse lanciate dal governo messicano, che ritiene il controllo operato da Washington in questo ambito troppo “morbido”. “La nostra incapacità di evitare che le armi siano introdotte illegalmente attraverso la frontiera per finire nelle mani dei narcotrafficanti – ha spiegato la Clinton - causa la morte di poliziotti, militari e civili”. Sul tema era intervenuto martedì anche il presidente americano Barack Obama, che aveva garantito la volontà del suo governo di lottare “spalla a spalla” con quello messicano contro il traffico di sostanze stupefacenti. Il segretario di Stato ha inoltre ribadito che il vincolo tra i due Paesi è “solido” e “più forte di qualsiasi minaccia”.
Un messaggio che arriva nel momento in cui le relazioni tra i due paesi sono attraversate da qualche tensione. La scorsa settimana il Messico ha deciso di elevare dazi all’importazione di una novantina di prodotti provenienti dagli Stati Uniti, come risposta a un provvedimento licenziato dal Congresso nella legge di bilancio. Si tratta di una norma che di fatto limita la possibilità di libera circolazione dei camion messicani sul territorio statunitense e che il paese latinoamericano ha denunciato essere una violazione del Trattato di libero commercio dell’America del Nord.
da www.ilvelino.it

Nessun commento:
Posta un commento