giovedì 12 marzo 2009

Perù, “caso Fujimori” apre dibattito su responsabilità capo di Stato

Fino a che punto un capo di Stato può essere ritenuto responsabile delle azioni di uomini delle forze armate? O, in altre parole, fino a a che livello della gerarchia di comando può risalire la responsabilità di queste azioni? È su questo aspetto che si gioca, in Perù, il destino dell'ex capo di Stato Alberto Fujimori, accusato di aver dato il via libera a due operazioni compiute da uomini delle forze armate ai danni di presunti membri del gruppo terrorista Sendero Luminoso che costarono la vita a 25 persone. La procura chiederà per l'ex presidente 30 anni di carcere, sostenendo che sia stato lui ad autorizzare il massacro, ma ieri il difensore di Fujimori, l'avvocato Cesar Nakasaki, ha respinto con forza le accuse, sostenendo che a gestire la politica di lotta alla guerriglia era il Consiglio dei ministri e, in ambito militare, il ministro della Difesa. La sentenza di primo grado nei confronti dell'ex capo di Stato, coinvolto anche in altre cause per violazione dei diritti umani e corruzione, è prevista per il mese di aprile.(mat)

da www.ilvelino.it

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