lunedì 9 marzo 2009

Venezuela, Chavez all'attacco della Coca Cola

Dopo aver annunciato una serie di nazionalizzazioni ai danni di multinazionali straniere la scorsa settimana, il capo di Stato venezuelano Hugo Chávez si è lanciato ieri all’attacco della Coca Cola. Il leader “bolivariano”, nel corso della sua trasmissione Aló presidente, ha intimato alla multinazionale di Atlanta di lasciare entro due settimane il terreno che occupa a Gramoven, a ovest della capitale Caracas, dove ha sede un deposito di mezzi pesanti. Chávez ha invitato il ministro alla Presidenza Luis Reyes a mettersi in contatto con la Coca Cola per coordinare l’operazione e, rivolgendosi alla multinazionale, ha chiesto: “Con dei profitti così grandi cosa le costa potare via quei camion?”. Il capo di Stato ha annunciato che l’area sarà utilizzata per una serie di progetti per la comunità. “Non si può permettere che un terreno piano e solido rimanga nelle mani di una multinazionale”.

Chavez è poi tornato sull’esproprio ai danni della Polar, l’industria alimentare che da oltre una settimana è controllata da funzionari del governo perché sospettata di evadere le leggi sul controllo dei prodotti di base. Il presidente ha raccontato di aver ricevuto una richiesta di incontro da parte dei vertici dell’impresa, ma è andato all’attacco sostenendo di essere pronto a togliere tutta l’azienda ai proprietari: “Non ho nessun problema a farlo e posso contare sull’appoggio di una larga maggioranza dei venezuelani”. Il presidente ha poi annunciato una serie di interventi su dei latifondi negli Stati di Carabobo, Aragua, Yaracuy e Miranda, come parte del progetto di “rivoluzione agraria”, che ha colpito la scorsa settimana l’irlandese Smurfit Kappa e la statunitense Cargill. (mat)

da www.ilvelino.it

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