venerdì 22 maggio 2009

Bolivia, Morales incontra Shannon e riapre agli Usa

Bolivia, Morales incontra Shannon e riapre agli Usa
Roma, 22 mag (Velino/Velino Latam) - Il presidente boliviano Evo Morales, nell'incontrare il sottosegretario Usa per gli Affari latinoamericani, Thomas Shannon, ha sottolineato la necessità di rivedere in profondità i rapporti tra il Paese andino e il colosso nordamericano. Una relazione contraddistinta da una crescente insofferenza da parte di La Paz, culminata in una serie di durissime accuse rivolte a Washington e con l'espulsione dell'ambasciatore statunitense Philip Goldberg, accusato di “cospirazione” nel settembre scorso. Il leader boliviano ha sostenuto che il rapporto deve basarsi su “un mutuo rispetto”, evidenziando la necessità che non vi siano “ingerenze” di un paese nelle dinamiche politiche dell'altro, una delle principali accuse mosse da La Paz negli ultimi mesi. “Le relazioni diplomatiche non devono basarsi sulla subordinazione, ma devono essere costruite sul rispetto” ha insisto Morales, sottolineando come il miglioramento dei rapporti con gli Usa sia per lui un grande “desiderio”. “La Bolivia è un piccolo Paese, ma con molta dignità”, ha insistito l'ex leader cocalero, evidenziando la speranza che “la visita di una delegazione del governo statunitense possa cambiare completamente la politica delle relazioni bilaterali”. Dal canto suo Shannon, accompagnato nella sua visita ieri dal direttore degli Affari dell'emisfero del Consiglio nazionale di sicurezza, Dan Restrepo, e da un gruppo di diplomatici e imprenditori, ha sostenuto che la visita è basata sulla “buona volontà” e mira rapporti fruttuosi tra i due paesi.

Il rapporto tra La Paz e Washington è diventato difficile fin dall'arrivo al potere di Morales nel 2006 e gli ultimi due anni sono stati scanditi da ripetute accuse mosse dal presidente boliviano all'ex presidente George W. Bush. La tensione crescente ha raggiunto il suo apice nel settembre scorso, quando Morales ha deciso di cacciare l'ambasciatore americano, accusandolo di cospirare ai suoi danni insieme agli oppositori autonomisti. A quel punto la reazione immediata del governo statunitense è stata quella di applicare la stessa misura al massimo rappresentante diplomatico boliviano in territorio americano, Gustavo Guzman; il passo successivo lo ha fatto La Paz, espellendo l'agenzia antidroga Dea e della centrale Cia, oltre a tagliare fuori l'agenzia di cooperazione Usaid. Una decisione che ha portato il governo Bush a sospendere le facilitazioni doganali concesse a La Paz, giustificate con il mancato impegno boliviano nella lotta al narcotraffico.

Nel corso degli incontri che Shannon ha avuto negli ultimi due giorni con i massimi vertici del governo boliviano, si è discusso anche del caso dell'ex presidente Gonzalo Sanchez de Lozada, fuggito da tempo negli Stati Uniti per evitare le accuse di genocidio per le quali si trova in questo momento sotto processo in contumacia; il rappresentante del governo Usa si sarebbe impegnato a favorire la pratica di estradizione nei confronti di Sanchez de Lozada. Si tratterebbe certamente di un segnale forte di Washington che, ha spiegato Shannon in un conferenza stampa, “ha un interesse profondo a costruire una nuova relazione con la Bolivia”. (mat)

da www.ilvelino.it

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