Il prefetto della regione boliviana di Santa Cruz Ruben Costas, uno dei leader dell’opposizione autonomista al presidente Evo Morales, è stato accusato di essere uno dei promotori della cospirazione terrorista ai danni del capo di Stato scoperta nella regione lo scorso aprile. La notizia è stata data ai media locali dal procuratore Marcelo Sosa, incaricato delle indagini sull’esistenza di un’organizzazione che mirerebbe ad attaccare i massimi vertici dello Stato boliviano. L’indagine aveva portato il mese scorso a un’operazione di polizia che si era conclusa con la morte di tre presunti terroristi e l’arresto di altri due e aveva portato alla ribalta la presenza, secondo le accuse lanciate dal governo, di mercenari stranieri invitati dagli autonomisti in territorio boliviano per organizzare gruppi armati. Sosa ha spiegato che sono numerose le dichiarazioni di testimoni e collaboratori di giustizia che indicano un coinvolgimento diretto nell’organizzazione terrorista di Costas e del leader del comitato civico di Santa Cruz Branko Marinkovic, uno degli uomini più ricchi del Paese.
In particolare l’imprenditore di origini croate avrebbe finanziato il gruppo con 200 mila dollari destinati all’acquisto di armi da fuoco, mentre Costas avrebbe fornito copertura istituzionale e appoggio logistico. Il coinvolgimento del prefetto rientra a pieno nella teoria cospirativa di Morale,s che da mesi accusa i prefetti che si oppongono al suo progetto politico di minare le fondamenta del Paese e di cercare, con il sostegno degli Stati Uniti, di “farlo fuori”. Costas è il secondo governatore a finire sotto accusa: nel settembre scorso era finito in manette (è ancora detenuto) il suo collega della provincia di Pando Leopoldo Fernandez, accusato di essere il mandante del massacro di contadini avvenuto nella zona del Porvenir l’undici settembre del 2008. (mat)
da www.ilvelino.it
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