Il presidente boliviano Evo Morales ha chiesto ieri ai suoi colleghi della Comunità andina (Can) di incontrarsi per cercare di trovare un’intesa sull’accordo commerciale con l’Unione europea. La Paz è stata materialmente esclusa dagli altri tre paesi coinvolti (Perù, Ecuador e Colombia), che hanno deciso di proseguire i negoziati singolarmente e non in blocco, come inizialmente previsto, accusando il governo boliviano di aver assunto un atteggiamento ostruzionistico. Ieri Morales, che aveva mostrato in passato una certa rigidità sulla questione, ha invece lanciato un messaggio di pacificazione ai paesi vicini, chiedendo di tornare a sedersi attorno a un tavolo “per trovare un nuovo accordo”. Il leader boliviano fa riferimento all’intesa raggiunta nel giugno del 2007, quando la Can aveva deciso di trattare in “blocco” con Bruxelles. Le resistenze manifestate da La Paz nel periodo successivo, però, hanno portato gli altri tre paesi della Comunità andina, compreso l’alleato di Morales, l’ecuadoriano Rafael Correa, a scegliere di “correre da soli” e di proseguire i negoziati verso il Tlc con l’Europa singolarmente.
Dopo i passi avanti significativi registrati nel corso del vertice di Bruxelles, a Praga (nell’ambito della Conferenza ministeriale Ue-Grupo di Rio) l’incontro tra le parti è saltato per l’intransigenza manifestata da La Paz. Le trattative condotte autonomamente dagli altri paesi membri, secondo Morales, altro non sono che espressione della volontà di alcuni presidenti di “rompere l’unità della regione andina”. Il presidente boliviano ha anche ribadito la sua proposta di indire un referendum nei quattro paesi per chiedere ai cittadini di esprimere la loro opinione sull’accordo, con particolare riferimento, ha dichiarato, “alla privatizzazione delle risorse naturali, ai servizi di base, alla proprietà intellettuale e alle politiche neoliberali”. Morales si è detto pronto ad accettare i negoziati separati solo se questi saranno il frutto di una decisione comune presa, nel corso di un confronto diretto con gli altri capi di Stato.
Non si tratta però di un momento facile per un faccia a faccia tra i quattro leader andini: Lima e La Paz sono infatti sull’orlo della rottura dei rapporti diplomatici a causa della decisione del governo peruviano di concedere asilo politico a tre ex ministri boliviani accusa di delitti contro l’umanità, mentre tra Colombia ed Ecuador il problema della guerriglia e del controllo della frontiera ha creato tensioni sempre più forti, a partire dal bombardamento dell’esercito colombiano che uccise, nel territorio del paese vicino, uno dei leader delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) lo scorso anno. La questione Can è stata inoltre causa di uno screzio anche tra Ecuador e Bolivia, dopo le accuse mosse da La Paz al segretario generale della Can, l’ecuadoriano Freddy Ehlers, accusato di essere responsabile della divisione tra i paesi membri. (mat)
da www.ilvelino.it

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