mercoledì 20 maggio 2009

Colombia, Senato approva referendum per rielezione Uribe

Il Senato colombiano ha approvato nella notte la convocazione di un referendum popolare che permetterebbe al presidente Alvaro Uribe di ricandidarsi per un terzo mandato nelle elezioni del 2010. Il progetto dovrà ora affrontare ancora due passaggi e, in caso di approvazione, dovrebbe portare i cittadini del paese latinoamericano alle urne tra ottobre e novembre. Il prossimo scoglio è rappresentato dalla commissione di Conciliazione, composta da un ridotto numero di deputati e senatori, che dovrà trovare un accordo tra il testo approvato da una Camera e quello approvato dall'altra; l'ostacolo principale è rappresentato dal fatto che a scegliere i delegati della Camera è il suo presidente, German Varon, durissimo oppositore del terzo mandato. Ieri al Senato, invece, la maggioranza che sostiene il capo di Stato, complice la polemica assenza dei rappresentanti del Partito liberale e del Polo democratico alternativo, ha avuto gioco facile, ottenendo 62 voti, dieci più di quelli necessari, dopo che la scorsa settimana il voto era stato rinviato per la mancanza del numero legale.

Se l'opposizione ha rinunciato a fare resistenza in Aula, non ha risparmiato dure accuse alla maggioranza nelle dichiarazioni alla stampa, sostenendo che il governo ha “comprato” i voti necessari all'approvazione del referendum: secondo la liberale Cecilia Lopez il ministro dell'Interno Fabio Valencia è andato “di scranno in scranno comprando voti”. Una 'ipotesi duramente smentita dall'esecutivo che può sorridere dei sondaggi diffusi negli ultimi giorni: i cittadini intenzionati ad andare a votare sono il 54 per cento (perché la consultazione sia valida è necessario il 25 per cento dei voti) e oltre l'ottanta per cento oggi voterebbe per il “sì”. Anche se il capo dello Stato non ha ancora confermato la sua volontà di correre per un nuovo mandato, nel caso in cui la riforma fosse approvata dal referendum, la sensazione è che Uribe non rinuncerebbe a questa opportunità, rendendo vane le dimissioni presentate all'inizio della settimana dal suo ministro della Difesa Juan Manuel Santos. Il ministro, considerato insieme a Uribe il responsabile dei successi nella lotta al narcoterrorismo delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) aveva infatti anticipato che la sua candidatura era legata alle scelte del capo di Stato. (mat)

da www.ilvelino.it

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