Se l'opposizione ha rinunciato a fare resistenza in Aula, non ha risparmiato dure accuse alla maggioranza nelle dichiarazioni alla stampa, sostenendo che il governo ha “comprato” i voti necessari all'approvazione del referendum: secondo la liberale Cecilia Lopez il ministro dell'Interno Fabio Valencia è andato “di scranno in scranno comprando voti”. Una 'ipotesi duramente smentita dall'esecutivo che può sorridere dei sondaggi diffusi negli ultimi giorni: i cittadini intenzionati ad andare a votare sono il 54 per cento (perché la consultazione sia valida è necessario il 25 per cento dei voti) e oltre l'ottanta per cento oggi voterebbe per il “sì”. Anche se il capo dello Stato non ha ancora confermato la sua volontà di correre per un nuovo mandato, nel caso in cui la riforma fosse approvata dal referendum, la sensazione è che Uribe non rinuncerebbe a questa opportunità, rendendo vane le dimissioni presentate all'inizio della settimana dal suo ministro della Difesa Juan Manuel Santos. Il ministro, considerato insieme a Uribe il responsabile dei successi nella lotta al narcoterrorismo delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) aveva infatti anticipato che la sua candidatura era legata alle scelte del capo di Stato. (mat)
da www.ilvelino.it

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