martedì 12 maggio 2009

Guatemala, avvocato assassinato accusa in un video presidente




di Matteo Tagliapietra

“Se state vedendo queste immagini vuol dire che sono stato assassinato”. Quante volte in un film o in un libro giallo questa frase ha permesso di dare una svolta alle indagini dell'investigatore di turno. Il video in questione però non è finzione scenica, né un escamotage letterario: le immagini sono state registrate dall'avvocato guatemalteco Rodrigo Rosenberg Marzano, assassinato domenica scorsa. Seduto in maniera un po' impacciata davanti a una telecamera, dietro una scrivania in un ambiente spoglio, Marzano accusa direttamente il presidente del paese centroamericano Alvaro Colom, il suo segretario privato Gustavo Alejos e un imprenditore vicino al governo, Gregorio Valdez di volerlo morto. A portare il capo di Stato ad assoldare un sicario per ucciderlo, secondo l'avvocato, sarebbe stato il suo ruolo di avvocato difensore dell'imprenditore Khalil Mussa e di sua figlia Marjorie, uccisi lo scorso aprile. I due, sostiene l'avvocato nella registrazione e nei documenti lasciati insieme al video, si sarebbero “rifiutati di coprire i traffici illegali che caratterizzano l'attività della Banca per lo sviluppo rurale”, tra i quali il lavaggio di denaro sporco e il finanziamento di programmi sociali della first lady Sandra Colom, sostenuti dal denaro pubblico e mai realizzati.

Marzano lancia anche un appello al vicepresidente Rafael Espada, chiedendogli di porsi alla testa di “un movimento per salvare il Guatemala, facendo rispettare la legge”. L'avvocato è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nei pressi della sua abitazione, in un quartiere esclusivo della capitale Guatemala city, da sicari a bordo di due auto che sono poi riusciti a far perdere le loro tracce. Il video è stato inizialmente diffuso al suo funerale per poi essere reso pubblico da alcuni mezzi di comunicazione locali. Da Colom, per il momento, nessuna risposta ufficiale ma il suo portavoce Fernando Barillas ha parlato di una “cospirazione” che mira a destabilizzare il Paese e ha precisato che il capo di Stato ha già sollecitato la collaborazione nell'indagine della Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala, sostenuta dall'Onu. Sulla pagina internet del governo, inoltre, si respinge “qualsiasi accusa giunta attraverso registrazioni o dichiarazioni scritte che si stanno distribuendo attraverso i mezzi di comunicazione con l'evidente intenzione di creare una crisi politica”.

dawww.ilvelino.it

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