giovedì 14 maggio 2009

Perù, governo: fuori da polizia gay, adulteri e sindacalisti

Il governo peruviano ha promulgato ieri un nuovo regolamento per la Polizia di Stato che colpisce duramente omosessuali e adulteri, perché “danneggiano l'immagine dell'istituzione”. Il regolamento prevede la sospensione a tempo indeterminato per “i poliziotti che abbiano relazioni sessuali con persone dello stesso sesso e che con le loro azioni causino scandalo o danneggino l'immagine istituzionale”; analoga sanzione può essere applicata ai loro colleghi che “abbiano relazioni extraconiugali” o che “organizzino promuovano o partecipino a uno sciopero o a una manifestazione di protesta”. La legge è stata promossa dal ministro dell'Interno Mercedes Cabanillas, considerata la “Thatcher” peruviana. Durissime punizioni, come il ritiro immediato dalla propria funzione, anche per chi commette reati amministrativi o viene coinvolto in casi di corruzione, con l'introduzione di un “processo sommario” anche nei confronti dei massimi gradi: “Anche il capo della polizia – ha sostenuto Cabanillas – potrà esser indagato”. Il nuovo regolamento elimina inoltre la prescrizione e sarà applicato anche agli ottomila casi attualmente parti, riducendo i tempi del giudizio a un massimo di 45 giorni, ridotti a cinque nel caso si tratti di un processo sommario che coinvolga alti funzionari. (mat)

da www.ilvelino.it

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