Credit Suisse First Boston starebbe lavorando, per conto di Telecom Italia, alla vendita di Telecom argentina. Lo sostiene il quotidiano argentino La Nacion, secondo il quale si tratta di una delle operazioni finanziarie che “più interessa” all’ex capo di Stato e leader della coalizione di maggioranza, Nestor Kirchner. Fonti vicine al leader del Partito Justicialista, sostengono che l’ex presidente starebbe spingendo affinché le trattative si chiudano prima delle elezioni anticipate del prossimo 28 di giugno. Tra i possibili acquirenti, scrive il quotidiano argentino, ci sarebbero il gruppo Clarin e Corporacion America, dell’imprenditore Eduardo Eurnekian, i cui dirigenti starebbero “facendo la spola tra l’Argentina e l’Italia”. L’impresa delle comunicazioni ha un fatturato di 3,3 miliardi di dollari, controlla la metà del mercato della telefonia fissa e il 30 per cento di quella mobile. Per il colosso editoriale Clarin si tratterebbe di un’opportunità per completare il pacchetto di servizi che il gruppo è già in grado di garantire, affiancando alla televisione via cavo e a Internet anche la telefonia.
La decisione di vendere, secondo La Nacion, è soprattutto "politica", dato che “solo l’anno scorso il gruppo faceva pressioni per acquisire l’altro 50 per cento dell’impresa detenuto dalla famiglia argentina Werthein”. Il quotidiano argentino ricostruisce i passaggi del pacchetto azionario negli ultimi anni: nel 2003 France Telecom, partner di Telecom Italia, decise di lasciare il Paese e il gruppo italiano lavorò per dirottare la quota transalpina, a tempo determinato, su un imprenditore locale; questo aprì le porte ai Werthein che, attraverso W de Argentina inversiones comprarono il 48 per cento di Sofora, che controllava Telecom, per 165 milioni di dollari. Nello stesso momento il gruppo italiano pagò 60 milioni di dollari per ottenere il diritto ad acquisire il pacchetto azionario dopo il dicembre del 2008. I termini dell’accordo prevedevano che il 30 per cento venisse acquistato attraverso una formula di attualizzazione finanziaria, mentre il restante 18 avrebbe seguito il prezzo di mercato. A metà dello scorso anno Telecom tentò di far valere il suo diritto offrendo, secondo quanto riferisce La Nacion, 400 milioni di dollari, ma i Werthein volevano di più, proponendosi di annullare l’opzione del gruppo italiano, lontana in quel momento dal prezzo di mercato. L’arrivo della crisi finanziaria mondiale ha però cambiato le carte in tavola, abbassando il prezzo di mercato e spingendo il gruppo argentino a ipotizzare uno scambio dei ruoli e l’acquisto dell’impresa.
Nel maggio del 2007, però, era entrato in gioco un altro fattore, l’acquisizione, da parte della spagnola Telefonica, del 42 per cento di Telco, che controlla il 12 per cento di Telecom Italia. Un’operazione che ha attirato l’attenzione della Commissione nazionale di difesa della concorrenza argentina, che ha ipotizzato il rischio di una posizione di monopolio. Un argomento utilizzato anche dai Werthein, prima ancora che intervenisse la Commissione, e che ha dato vita a una guerra durissima dentro e fuori dalle aule dei tribunali. Un anno dopo, la situazione per il gruppo italiano si è fatta ancora più difficile: “Il 26 giugno del 2008 – scrive il quotidiano argentino - il segretario di governo per le Comunicazioni Lisandro Salas, è intervenuto e non solo ha impedito a Telecom Italia di ampliare la sua partecipazione azionaria, ma con la scusa del pericolo del monopolio, gli ha proibito di vendere”, lasciando Telecom “ostaggio dei Kirchner”. A dicembre la Commissione sulla concorrenza ha poi reso ancora più difficili le cose con una risoluzione che non solo metteva Telecom nelle condizioni di non poter esercitare l’opzione di acquisto concordata in precedenza, ma gli impediva di intraprendere qualsiasi tipo di azione, finanziaria o legale, relazionata a questo diritto.
La risoluzione successiva sulla vicenda, lo scorso 3 aprile, ha determinato, sostiene il quotidiano argentino, la consegna materiale dei destini dell’azienda nelle mani dei Werthein, impedendo ai dirigenti designati dal gruppo italiano di prendere decisioni relative a Telecom Argentina. La Nacion evidenzia come le limitazioni imposte ai vertici dell’azienda abbiano messo il governo nelle condizioni di decidere il futuro della proprietà: “solo chi otterrà dal governo l’eliminazione della proibizione alla vendita del pacchetto azionario – scrive il quotidiano argentino – sarà nelle condizioni di comprare”. L’articolo evidenzia infine come la “generosità” di Kirchner nel concedere il controllo dell’azienda al gruppo argentino sia stata ripagata dall’impegno dei Werthein nel favorire l’incontro, in piena campagna elettorale, di Kirchner e di sua moglie, il capo di Stato Cristina Fernandez, con l’ex presidente americano Bill Clinton. (mat)
da www.ilvelino.it

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