martedì 16 giugno 2009

Cuba, organizzazioni denunciano: 500 arresti “politici” nel 2009

Due organizzazioni per la difesa dei diritti umani con sede a Cuba, il Consiglio dei relatori dei diritti umani e i Circoli democratici municipali, hanno denunciato ieri la repressione che il governo dell’isola sta perpetrando ai danni di presunti oppositori, che avrebbe portato all’arresto di oltre 500 persone per motivi politici dall’inizio dell’anno. Tra questi, secondo il dossier presentato ieri a Miami, 26 dissidenti sono stati processati e condannati. Una situazione che sembrerebbe mostrare come le difficoltà affrontate dal nuovo corso di Raul Castro si esprimano anche nella necessità di mettere a tacere le voci contrarie a quella del regime: “Abbiamo verificato – si legge nel documento – che più di 500 per sono state arrestate per motivi politici. Si tratta di pacifici difensori dei diritti umani, oppositori, giornalisti indipendenti e le loro famiglie. Alla stessa maniera sai sono verificati innumerevoli atti repressivi, di intimidazione contro la nascente società civile e contro la popolazione ingenerale, con un drammatico aumento della persecuzione religiosa”.

A questo proposito le associazioni hanno segnalato l’arresto, lo scorso 3 di giugno di 30 pastori evangelici nella città di Santa Cruz, nel corso di un incontro religioso. Sono molte, sostengono le due organizzazioni, le persone costrette fino a cinque giorni di arresti domiciliari, sorvegliate a vista, per impedirne la partecipazione ad attività politiche e civili. Difficile anche la situazione delle carceri: un’analisi di 11 dei 250 centri di detenzione presenti sull’isola evidenzia infatti come dall’inizio dell’anno ci siano stati già 21 decessi dovuti alle difficili condizioni igenico-sanitarie, maltrattamenti e aggressioni. Secondo il dossier questo avviene nonostante il fatto che il governo stia preparando il contesto nel quale si svolgerà la visita del relatore dell’Onu contro la tortura: “migliaia di detenuti – si legge nel documento – sono trasportati da carceri ‘dure’ a centri di lavori forzati in zone montane, mentre le carceri principali stano godendo di un ampio lavoro di ristrutturazione”. (mat)

da www.ilvelino.it

Nessun commento:

Posta un commento