venerdì 10 luglio 2009

America Latina, Insulza (Osa): Temo altri colpi di stato

l segretario generale dell’Osa (Organizzazione degli Stati americani), il cileno José Miguel Insulza ha espresso ieri la sua preoccupazione per la possibilità che, in caso di una mancata soluzione positiva del “caso Honduras”, si possano verificare altri colpi di Stato nella regione latinoamericana, dopo quello del 28 giugno scorso a Tegucigalpa. Insulza ha sostenuto di “non voler citare i nomi di nessun Paese” e ha precisato che la responsabilità non sarebbe dei militari, “loro non vogliono rompere l’ordine costituzionale”, ma di “quelli che ricominciano a fare pressione” ricorrendo al Congresso e ai media per identificare il presidente come “uno che viola la legge” e che può essere destituito, come è accaduto con Manuel Zelaya. Insulza ha ricordato come ci siano nazioni nella regione “che non si ricordano neanche quanti colpi di Stato hanno vissuto”, aggiungendo che si tratta di “uno strumento dei gruppi dominanti per disfarsi di chi usciva dal seminato”. Secondo Insulza si tratta di un modello che ora “è finito”, ma “molti lo rimpiangono”.

Il segretario dell’Osa, che ha vissuto l’esilio dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet in Cile, ha quindi analizzato quanto accaduto in Honduras sotto un profilo più strettamente costituzionale: il funzionario che violi la Carta - è quanto il governo “de facto” imputa a Zelaya -, può essere effettivamente rimosso dall’incarico ma solo dopo che viene attivato un apposito meccanismo congressuale. Non si può decidere di “andare tutti insieme e cacciarlo”, ha spiegato Insulza. Le autorità di Honduras, ha spiegato il segretario generale dell’Osa, “desiderano legittimare” la destituzione ma “noi non lo possiamo permettere”.(mat)

da www.ilvelino.it

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