mercoledì 29 luglio 2009

Honduras: Usa revocano visto a golpisti, Ue si accoda?

Il governo degli Stati Uniti ha deciso di revocare il visto diplomatico ai quattro rappresentanti del governo golpista di Honduras, dopo che il presidente deposto Manuel Zelaya aveva chiesto a Washington di aumentare la pressione sull’esecutivo sorto dal colpo di Stato dello scorso 28 giugno. Il Dipartimento di Stato americano ha motivato il suo gesto con la volontà di ribadire la mancanza di riconoscimento nei confronti del governo guidato da Roberto Micheletti. Un decisione condivisa dal ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, in Venezuela per la firma di una serie di accordi economici, che ha annunciato l’intenzione di sostenere un’iniziativa analoga all’interno della Ue. Il ministro spagnolo ha parlato di una volontà di “coordinare e potenziare le misure da adottare per giungere all’obiettivo” di consentire a Zelaya di concludere il suo mandato presidenziale.

Il presidente "de facto" Roberto Micheletti ha detto di “rispettare” la decisione presa da Washington: “Non c'è alcuna giustificazione giuridica per questa decisione - ha spiegato – ma sono una nazione sovrana e se prendono una decisione, io la rispetto”. Il vice ministro degli Esteri di Honduras Martha Alvarado ha dichiarato che tra le persone colpite dalla misura ci sono il magistrato della Corte suprema Tomas Arita, che aveva ordinato la detenzione di Zelaya nel giorno del golpe e il nuovo presidente del Parlamento Alfredo Saavedra. Sulle decisioni del governo statunitense cominciano a farsi sentire inoltre le pressioni dei colossi economici che hanno interessi nel Paese centroamericano. Aziende come Adidas, Gap e Nike hanno fatto forti investimenti in Honduras, puntando sulla manodopera a basso costo e oggi vedono a rischio la produzione degli impianti. Per questo hanno deciso di scrivere al segretario di Stato Hillary Clinton per chiedere che gli Usa facciano la loro parte per “ripristinare la democrazia” nel Paese. (mat)

da ww.ilvelino.it

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