
Nel novembre del 2008 era balzato agli onori delle cronache per essere stato sorpreso mentre guardava siti porno e chattava con giovani ragazze nell’Aula del Senato, questa volta Armando Espinola si è fatto “beccare” nel bel mezzo di un festino a luci rosse. Il senatore è un membro della maggioranza che sostiene il presidente Fernando Lugo, impegnato in alcune cause aperte per la richiesta di riconoscimento di paternità che risalgono a quando era ancora solo un vescovo di provincia. Espinola era stato appena designato come ambasciatore in Cile, ma la pubblicazione di alcune foto da parte del quotidiano Popular, che lo ritraggono seminudo nel corso di un festa “hard”con cinque ragazze, hanno messo in forte dubbio il suo futuro diplomatico. La condotta di Espinola è stata duramente censurata da alcuni avversari politici, ma è stato difeso dal ministro della Giustizia Blas Llano, secondo il quale questo tipo di feste sono frequenti tra i suoi colleghi, che si è detto “dispiaciuto di non aver partecipato”.
L’ambasciatore si è difeso dicendo che si tratta di immagini “datate”, risalirebbero a quando non aveva incarichi pubblici, tratte da un addio al celibato e ha aggiunto di essere stato vittima di un tentativo di estorsione per evitare che le foto venissero divulgate. Secondo Espinola il responsabile sarebbe un allevatore, Juan Carlos Calvo, che ha negato ogni addebito. Il senatore in un’intervista radiofonica ha ricostruito la vicenda, sostenendo di avere delle registrazioni che confermerebbero il tentativo di estorsione e di essere pronto a una battaglia legale nei confronti dell’imprenditore. (mat)
da www.ilvelino.it

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