Dopo le polemiche scoppiate per il riferimento ai “desaparecidos” della dittatura nel corso della conferenza stampa che celebrava l’accordo tra Stato e Federazione calcio (Afa) sui diritti televisivi del campionato, la “presidenta” ha oggi aperto il suo intervento ricordando i giornalisti scomparsi nel corso della dittatura: “Questo progetto è di tutti quelli che vogliono vivere in un’Argentina più democratica e pluralista. Non è né di questo governo, né di un partito politico, è della società. È in nome dei 118 giornalisti detenuti e scomparsi durante la dittatura che con la loro vita hanno voluto dare testimonianza di quale fosse il vero esercizio della libertà di stampa”. Una bozza dell’iniziativa legislativa era stata presentata inizialmente nel marzo scorso “affinché - aveva spiegato la Kirchner - fosse oggetto di un confronto con tutte le componenti della società argentina”.
La nuova legge, secondo quanto ha sostenuto oggi la “presidenta”, garantirà una nuova suddivisione dell'etere, puntando a una maggiore apertura del mercato radiotelevisivo e di internet, favorendo l’accesso della società civile e rafforzando il ruolo dello Stato. “Un terzo dello spazio – ha spiegato - sarà riservato alle emittenti commerciali, un terzo allo Stato e un terzo a organizzazioni non governative, università, associazioni, sindacati e Chiese”. Proprio in occasione della prima presentazione del progetto era iniziata la campagna in favore del “diritto al calcio libero” che si è conclusa con l’accordo della scorsa settimana con l’Afa. (mat)
da www.ilvelino.it

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