lunedì 10 agosto 2009

Ecuador, intesa militare Usa-Colombia al centro summit Unasur

L'apertura di sette basi colombiane ai militari statunitensi, oltre alla crisi politica determinata dal golpe militare in Honduras, sarà al centro del dibattito nel vertice dell'Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) che si aprirà oggi a Quito, capitale dell'Ecuador. Tra i presidenti dei Paesi membri, sarà assente però proprio il leader colombiano Alvaro Uribe, a causa della rottura delle relazioni diplomatiche con l'Ecuador che risale al marzo del 2008. L'intesa tra Washington e Bogotà prevede l'utilizzo delle basi colombiane da parte di militari americani per operazioni di contrasto al narcotraffico, di lotta alla guerriglia e a scopi “umanitari”. L'accordo è stato duramente contestato non solo dai Paesi dell'Alba vicini al presidente venezuelano Hugo Chavez, che per questo aveva “congelato” le relazioni diplomatiche con la Colombia, ma ha ricevuto anche forti critiche da parte dei due colossi economici regionali, Brasile e Cile, e ha suscitato la perplessità del governo argentino. Nel tentativo di spiegare le ragioni e le caratteristiche dell'intesa Uribe la scorsa settimana si è incontrato con sette capi di Stato in tre giorni, ottenendo un risultato nel complesso positivo: Brasile e Cile hanno mitigato la loro presa di posizione sottolineando il rispetto della sovranità colombiana. Un concetto ribadito anche dal capo di Stato paraguaiano Fernando Lugo, mentre il peruviano Alan Garcia si è detto favorevole all'iniziativa e la collega argentina Cristina Fernandez Kirchner ha mantenuto i suoi dubbi senza però intervenire pubblicamente.

L'ipotesi di una dichiarazione congiunta che esprima la posizione di Unasur sull'accordo è stata al centro ieri di un acceso dibattito tra i ministri degli Esteri dei Paesi membri, soprattutto per la pressione “a tutto campo” fatta da Caracas. Il ministro Nicolas Maduro ha parlato di un'intesa che sarebbe “dinamite” per l'unità della regione mentre il capo di Stato Hugo Chavez ha commentato: “La Colombia dirà che non si tratta di basi militari ma di parchi giochi per bambini”. Il ministro degli Esteri boliviano David Choquehuanca ha invece spiegato di aver presentato una bozza che neghi la possibilità di aprire le basi ai soldati Usa. Nel corso dela riunione però non sembra che i ministri siano riusciti a raggiungere un'intesa, coincidendo quindi sulla necessità di una riunione allargata dedicata alla questione entro la fine del mese. Per il “padrone di casa” Rafael Correa quella di oggi sarà una giornata particolare: non solo verrà infatti nominato al vertice dell'Unasur, ma, davanti all'Assemblea nazionale, sarà investito del suo secondo mandato come capo di Stato, il primo dopo la riforma costituzionale approvata dal popolo ecuadoriano e le elezioni generali vinte al primo turno lo scorso aprile.

Nel documento finale è prevista anche una presa di posizione sulla “questione Honduras”, vista la presenza di Manuel Zelaya, il presidente deposto dal golpe militare del 28 giugno scorso. La situazione sembra essere in uno stato di apparente stallo, per lo meno in attesa del voto del Congresso sull'amnistia che permetterebbe al presidente eletto di rientrare nel Paese e della visita della delegazione Osa (Organizzazione degli Stati americani) che in settimana dovrebbe incontrare il capo di Stato golpista Roberto Micheletti. Nel corso del summit si dovrebbe anche decidere la creazione di quattro nuove commissione ministeriali che si occupino di trovare nuove intese sul fronte delle infrastrutture, della lotta al narcotraffico, dello sviluppo economico e sociale e di educazione e cultura. (mat)

da www.ilvelino.it

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