martedì 8 settembre 2009

Brasile-Francia, Sarkozy strappa un sì per i caccia francesi

Il governo brasiliano aprirà le trattative con Parigi per l'acquisto di 36 aerei militari Rafale. Basta questo breve passaggio di un un comunicato stampa al presidente francese Nicolas Sarkozy per poter ritenere un successo la sua visita di Stato in Brasile. Il leader transalpino ha segnato infatti un punto importante, rafforzando il già stretto rapporto con il colosso latinoamericano e guadagnando un vantaggio decisivo rispetto a Svezia e Stati Uniti, in corsa per la stessa fornitura. Il capo di Stato era arrivato a Brasilia domenica sera, per partecipare alla celebrazione dell'anniversario dell'indipendenza brasiliana, ma soprattutto per ratificare il maxi accordo militare raggiunto con il governo di Luiz Inacio Lula da Silva alla fine del 2008. Un'intesa complessiva che supera abbondantemente i dieci miliardi di dollari e che prevede, da parte di Parigi, non solo la vendita di sommergibili ed elicotteri militari, ma soprattutto la disponibilità a condividere con il partner latinoamericano una parte delle tecnologie necessarie alla loro realizzazione.

La nota diffusa ieri sottolinea inoltre che nell'accordo potrebbe rientrare anche l'acquisto da parte del governo francese di dieci aeronavi da trasporto militare che saranno costruite nell'ambito della partnership tra l'industria dell'aviazione brasiliana Embraer e le forze militari del Paese latinoamericano, con il possibile contributo di imprese francesi. L'operazione segna anche un successo per Lula, che aveva condizionato la sua scelta alla disponibilità della controparte alla condivisione delle tecnologie di costruzione dei caccia. L'accordo dello scorso dicembre ratificato dai due capi di Stato, definito “storico” da Sarkozy, prevede inoltre l'acquisto da parte di Brasilia di quattro sottomarini e 51 elicotteri e la collaborazione francese nella costruzione del primo sottomarino nucleare brasiliano, oltre che di una base e di un cantiere navale.

“Produrremo attrezzature e mezzi che rafforzeranno la capacità tecnologica del Brasile di proteggere le sue risorse naturali” ha spiegato Lula, che ha aggiunto: “Dobbiamo sempre tenere presente che il petrolio è stato la causa di molte guerre. Noi non vogliamo né guerre né conflitti”. L'obiettivo di Brasilia è quello di poter disporre entro il 2020 della più importante flotta navale della regione, rafforzando così la propria posizione di leadership in America Latina. Un elemento chiave nella corsa a un posto nel Consiglio permanente di Difesa delle Nazioni Unite, nella quale potrà contare sul fondamentale sostegno di Parigi. (mat)

da www.ilvelino.it

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