Il leader brasiliano ha aggiunto che nei prossimi giorni si riunirà con il direttore della Difesa nazionale per analizzare la questione, evidenziando però degli aspetti che Brasilia ritiene fondamentali: “Il trasferimento di tecnologie e la possibilità di produrre alcuni di questi aerei in Brasile”. Proprio questa possibilità sembra mettere in una posizione di vantaggio Parigi dato che, come ha confermato lo stesso Lula, “I Francesi sono gli unici disposti a discutere questo trasferimento”. La decisione del governo brasiliano tra i Rafael francesi, gli F/A18 statunitensi e i Gripen svedesi dovrebbe arrivare entro la fine di ottobre. Si tratta di un'operazione dal valore di almeno quattro miliardi di dollari. L'obiettivo di Sarkozy va oltre l'ambito militare, e mira al rafforzamento del legame con Brasilia anche sul fronte energetico e commerciale. Le imprese francesi, in particolare, guardano con grandissimo interesse alla possibilità di lavorare alla realizzazione delle nuove centrali nucleari del Paese latinoamericano. Non è un caso dunque che rappresentanti dell'industria del settore Areva facciano parte della delegazione che accompagna il capo di Stato nella sua visita. I due leader discuteranno inoltre della riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, nell'ambito della quale Parigi dovrebbe sostenere un ingresso del Brasile come membro permanente.
Nel corso dell'intervista concessa ai principali mezzi di comunicazione francesi Lula è tornato su una delle questioni “calde” della regione latinoamericana: l'accordo militare tra Colombia e Stati Uniti che porterà all'apertura di almeno sette basi colombiane alle forze armate Usa. Il presidente brasiliano ha ribadito che si tratta di una decisione che “riguarda solo il territorio colombiano” ma ha poi aggiunto: “Quello che chiediamo è che nel trattato sia specificato che le basi in Colombia non avranno degli effetti sugli altri Paesi”. Riferendosi al documento che ha espresso la posizione dei Paesi di Unasur (Unione delle nazioni sudamericane) dello scorso 21 agosto, Lula ha poi aggiunto: “Quello che vogliamo è la pace in Sudamerica. Non vogliamo che gli aerei statunitensi varchino altre frontiere”. (mat)
da www.ilvelino.it

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