’Organizzazione degli Stati americani ci riprova. Una delegazione dell’ente panamericano è attesa per venerdì a Tegucigalpa per un nuovo tentativo di mediazione alla crisi politica nel paese centroamericano. Si tratta del secondo tentativo di attraversare la frontiera che l’Osa intraprende questa settimana. Il primo, di domenica scorsa, era stato frustrato dal governo “de facto” che aveva trattenuto i funzionari alla frontiera spiegando che non erano accompagnati dalle dovute “autorizzazioni”. Questa volta l’invito è arrivato invece proprio dal presidente ad interim Roberto Micheletti. Il gruppo di funzionari guidati dal segretario alle Questioni politiche dell’Osa Victor Rico dovrebbe riuscire a cominciare la preparazione del terreno in vista dell’arrivo del segretario generale José Miguel Insulza e di una delegazione di ministri degli Esteri, prevista per il 7 ottobre. Secondo quanto precisato dall’assistente di Insulza e unico rappresentante dell’organizzazione presente a Tegucigalpa, John Biehl, né il presidente “de facto” Roberto Micheletti né il capo di Stato deposto Manuel Zelaya parteciperanno direttamente alle trattative con i ministri dell’Osa. Una delegazione di ministri aveva già tentato, in agosto, di portare le parti ad accettare l’Accordo di San José promosso dal presidente del Costa Rica Oscar Arias, ma la missione si è era conclusa in maniera fallimentare. Dal governo de facto ora sembrano arrivare segnali positivi: Micheletti ha spiegato in un’intervista al quotidiano cileno La segunda che il governo sta lavorando alla deroga del decreto che limita le libertà costituzionali introdotto all’inizio della settimana e sarebbe prossima la sospensione del coprifuoco. (mat)
da www.ilvelino.it
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