Micheletti ha poi spiegato che le misure di emergenza, disposte la settimana scorsa per arrestare gli “irresponsabili” appelli di Zelaya “alla violenza”, potrebbero avere le ore contate: “Abbiamo già cominciato il processo legale per derogare il decreto su richiesta del Congresso”, ha spiegato. Il governo “de facto” aveva deciso di sospendere alcune garanzie costituzionali arrivando anche alla chiusura di Radio Globo e all’emittente televisiva Canal 36. “Il nostro governo - ha però precisato - rimane impegnato a mantenere la legge e l’ordine nel rispetto della Costituzione. Non accetteremo però che si ricorra alla violenza per seminare terrore e paura nel nostro Paese ostacolando il dialogo nazionale e il processo elettorale verso le elezioni del 29 novembre”. Micheletti ha infine spiegato che Tegucigalpa intenderà “rispettare la sovranità dell’ambasciata brasiliana”, la sede diplomatica in cui Zelaya ha riparato dopo il suo rientro clandestino in patria. Nei giorni scorsi il governo “de facto” aveva dato dieci giorni a Brasilia per far uscire Zelaya e consegnarlo alla magistratura locale perché rispondesse di presunti reati penali e attentati alla Costituzione. Un termine oltre il quale non sarebbero state più rispettate le prerogative diplomatiche degli uffici. (mat)
da www.ilvelino.it

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