venerdì 2 ottobre 2009

Honduras, Zelaya: Sono disposto ad affrontare la giustizia

“Sono disposto ad andare in tribunale e a rispondere delle accuse contro di me. Mi è stato impedito nel momento in cui mi sono state presentate perché i militari mi hanno portato fuori dal Paese. Per questo sono tornato, perché sono innocente”. A dichiararlo è il presidente eletto di Honduras Manuel Zelaya, deposto lo scorso 28 giugno, in un’intervista telefonica concessa al quotidiano uruguaiano [El Observador. Zelaya si trova da oltre una settimana barricato nell’ambasciata brasiliana di Tegucigalpa dopo essere rientrato clandestinamente nel Paese e dovrebbe rispondere di numerosi capi d’imputazione per reati politici e comuni.

“Io non ho violato la Costituzione. Non l’ho mai fatto” sostiene il presidente eletto nel rispondere alle accuse di aver tentato di organizzare un referendum costituzionale che gli avrebbe permesso di perpetuarsi al potere nonostante la bocciatura della Corte Suprema, di buona parte del Parlamento e delle forze armate. “Non si sarebbe trattato di un referendum – spiega -. Questa è una menzogna che gli oppositori usano per screditarmi. Si tratta di una consultazione non vincolante che non riformava nessuna legge né stabiliva la possibilità di una rielezione”. Secondo Zelaya gli Stati Uniti stanno agendo in maniera positiva per risolvere la crisi politica di Honduras, ma non in maniera sufficiente: “So che il presidente Obama sta lavorando su questo. La condanna del golpe da parte degli Usa è stata chiara, ma quello che hanno fatto per ristabilire la democrazia non è stato sufficiente”. Sulle varie ipotesi di accordo con il governo de facto che circolano in questi giorni, infine, il presidente eletto spiega la sua posizione: “L’ho ripetuto moltissime volte: la soluzione di questa crisi passa per il mio ritorno alla presidenza, per il rispetto che si deve alla democrazia”. (mat)

da www.ilvelino.it

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